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		<title>La tragedia in porto. Una case study di giornalismo partecipativo per Il Secolo XIX</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Giangreco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante la giornata dell’8 maggio, la terribile “tragedia in porto” a Genova raccontata da Il Secolo XIX ha avuto una grande cassa d risonanza grazie ai social media che hanno permesso alla community ligure della testata di partecipare attivamente alla notizia. &#160; Il sito de Il Secolo XIX ha registrato il record di utenti unici.<a href="http://thegoodones.eu/blog/la-tragedia-in-porto-una-case-study-di-giornalismo-partecipativo-per-il-secolo-xix" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la giornata dell’8 maggio, la terribile “tragedia in porto” a Genova raccontata da Il Secolo XIX ha avuto una grande cassa d risonanza grazie ai social media che hanno permesso alla community ligure della testata di partecipare attivamente alla notizia.<span id="more-2848"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/IlSecoloXIX"><img class="aligncenter size-large wp-image-2885" title="social-joutnalism-social-marketing-thegoodones-il-secolo-xix-facebook-2" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/05/social-joutnalism-social-marketing-thegoodones-il-secolo-xix-facebook-2-638x505.png" alt="" width="638" height="505" /></a></p>
<p>Il sito de Il Secolo XIX ha registrato il record di utenti unici. Tra i referenti, Facebook si è posizionato al 3° e 4° (mobile) posto e Twitter al 9° e al 10° (mobile). <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La pagina di Facebook ha registrato un picco di nuovi fan e i post hanno raggiunto record di commenti e condivisioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Dal punto di vista della gestione dei social, i fattori determinanti di questi risultati sono stati innanzitutto la tempestività nel rilanciare le notizie su Facebook in sinergia con il lavoro della redazione web, in secondo luogo il tono e il linguaggio in empatia con la sensibilità della community e non per ultimo l&#8217;aver dato valore ai commenti e ai contributi (foto e video) dei lettori de Il Secolo XIX.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello specifico, abbiamo pubblicato la notizia la notte stessa dell&#8217;accaduto, evidenziando i primi contenuti presenti sul sito e il lavoro della redazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci siamo commossi insieme ai lettori non potevamo dare le notizie in modo asettico e formale, ma abbiamo sempre rispettato la professionalità della testata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo messo in evidenza i contenuti del giornale, rendendoli condivisibili su Facebook, utilizzando al meglio immagini e fotografie per spiegare cosa stava succedendo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo dialogato con tutti i lettori su argomenti e domande di interesse comune e abbiamo risposto puntualmente a quelle specifiche.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/IlSecoloXIX"><img class="aligncenter size-large wp-image-2895" title="il-secolo-xix-social-journalism-thegoodones-giornalismo-partecipativo-social-marketing" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/05/il-secolo-xix-social-journalism-thegoodones-giornalismo-partecipativo-social-marketing1-638x159.png" alt="" width="638" height="159" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un momento tragico per Genova e l&#8217;intera comunità ligure che ha unito il cuore dei lettori a quello dei giornalisti, oltre il &#8220;giornalismo partecipativo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La social television dopo il live tweeting</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gorla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre il live tweeting, l’esperienza di TheGoodOnes costruita con Sky.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre il live tweeting, l’esperienza di TheGoodOnes costruita con Sky.<img title="Continua..." src="http://thegoodones.eu/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
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		<title>La social television dopo il live tweeting</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 16:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gorla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettatore della social tv vuole essere parte dell’evento televisivo, vuole entrare in contatto diretto con i protagonisti dello show. Ecco, oltre il live tweeting, l’esperienza di TheGoodOnes costruita con Sky. &#160; &#160; C’era una volta il Coach Potato, lo spettatore che, per ore e ore stanco e immobile, resta seduto davanti alla tv, troppo<a href="http://thegoodones.eu/blog/la-social-television-dopo-il-live-tweeting" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spettatore della social tv vuole essere parte dell’evento televisivo, vuole entrare in contatto diretto con i protagonisti dello show. Ecco, oltre il live tweeting, l’esperienza di TheGoodOnes costruita con Sky.<span id="more-2826"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/TheGoodOnes.srl"><img class="aligncenter size-large wp-image-2829" title="social-television-thegoodones-social-marketing-sky-giro-d'italia-twitter" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/05/social-television-thegoodones-social-marketing-sky-giro-ditalia-twitter-638x638.jpg" alt="" width="638" height="638" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’era una volta il Coach Potato, lo spettatore che, per ore e ore stanco e immobile, resta seduto davanti alla tv, troppo pigro anche per dedicarsi alla nobile arte dello zapping. Il Coach Potato, oggi, non esiste più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://thegoodones.eu/blog/chi-ha-paura-della-frammentazione-dei-media-2">Lo spettatore si è evoluto</a>, si fa sempre più attivo e desideroso di partecipare esprimendo a gran voce la propria opinione. La sua attenzione è frammentata tra televisione e un secondo schermo, quel device che accompagna e sostiene il suo intrattenimento: ecco aprirsi e connettersi ai social network un numero infinito di tablet e smartphone, ecco salire la voce di un pubblico vastissimo, connesso a formare una grande community.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attenzione dello spettatore della social television va catturata con efficacia, non più solo attraverso il contenuto televisivo, ma, anche e soprattutto offrendo un valore aggiuntivo: farlo sentire parte dell’evento, metterlo in contatto diretto con i protagonisti dello show. Come? Ecco, oltre il live tweeting degli eventi televisivi, <a href="http://thegoodones.eu/blog/inauguriamo-una-nuova-stagione-di-social-tv-con-la-formula1">la nostra esperienza costruita con Sky</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Web / Facebook Chat<br />
Ritagliare all’interno del proprio sito web o della pagina Facebook dei momenti di chat tra VIP e community: per instaurare un dialogo continuo, real-time e senza filtri o mediazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Facebook Interview<br />
Interviste le cui domande provengono da Facebook o Twitter. Il valore aggiunto sta nelle risposte: rispondere sempre taggando o menzionando l’autore della domanda che sarà così coinvolto direttamente in un dialogo con l’intervistato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Twitter Taking Over<br />
Il VIP prende fisicamente possesso dell’account ufficiale e twitta, senza barriere e filtri, direttamente con i suoi fan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Twitter On Air<br />
Sotto forma di banner in sovraimpressione oppure di messaggi letti dal conduttore con diretta menzione dell’autore, questi 140 caratteri hanno la grande funzione di riuscire a portare il pubblico “fisicamente” in tv.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andando oltre questa fase embrionale, siamo certi che si dimostrerà sempre più importante il contributo degli spettatori, perché includere la community nel programming è il senso ultimo della social television.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giro2013. I Favoriti alla Maglia Rosa su Twitter</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 12:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Piazzano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter si è ormai consolidato come lo strumento di comunicazione preferito dagli sportivi. Gli assi del ciclismo non sono da meno. TheGoodOnes ha monitorato l’attività su Twitter degli 8 corridori più quotati per la conquista del Giro D’Italia 2013, l’evento con più follower (144.901) nel panorama ciclistico. &#160; &#160; Proprio lo status unico del ciclismo professionistico (sport<a href="http://thegoodones.eu/blog/giro2013-i-favoriti-alla-maglia-rosa-su-twitter" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Twitter si è ormai consolidato come lo strumento di comunicazione preferito dagli sportivi. Gli assi del ciclismo non sono da meno. <span id="more-2761"></span>TheGoodOnes ha monitorato l’attività su Twitter degli 8 corridori più quotati per la conquista del Giro D’Italia 2013, l’evento con più follower (144.901) nel panorama ciclistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/TheGoodOnes.srl"><img class="aligncenter size-full wp-image-2808" title="thegoodones-social-media-marketing-ciclismo-giro-italia-infografica-sport" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/05/thegoodones-social-media-marketing-ciclismo-giro-italia-infografica-sport.jpg" alt="" width="638" height="579" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio lo status unico del ciclismo professionistico (sport tanto individuale quanto di squadra), permette ai corridori di rimanere in contatto con il proprio team ed i propri compagni che magari stanno gareggiando o si stanno allenando a chilometri di distanza, oltre che per rilasciare dichiarazioni che poi confluiscono nei media tradizionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sebbene non sia né vietato dai regolamenti dell’UCI (l’Unione Ciclistica Internazionale) né sia difficile avere uno smartphone nelle tasche posteriori delle maglie dei corridori, non si sono ancora visti dei tweet in diretta dalla corsa. Dubitiamo che i direttori sportivi dei team impazziscano di gioia a vedere un loro atleta twittare una foto del panorama mozzafiato di una tappa alpina o la foto del loro pranzo durante la gara (anonime barrette energetiche). Se dovesse capitare, un RT ad una bella foto non si nega a nessuno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/CadelOfficial" target="_blank">Cadel Evans</a></p>
<p>L’australiano della <a href="https://twitter.com/BMCProTeam" target="_blank">BMC</a> è uno dei corridori più completi della carovana rosa. Anche su Twitter rispecchia la sua ecletticità: fa i complimenti ai compagni, retwitta le foto di squadra, scherza con la moglie e con gli amici australiani (tra cui il pilota Bayliss) e si interessa alle vicende locali ticinesi, dove risiede da anni. Sempre in vetta. Grimpeur.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/RGUpdate" target="_blank">Robert Gesink</a></p>
<p>La prima cosa che salta all’occhio sul profilo dell’olandese del team <a href="https://twitter.com/BlancoCycling" target="_blank">Blanco</a> è che non segue nessuno. Si sa che alcuni ciclisti sanno essere solitari e scontrosi ma osservando il suo profilo, viene fuori un’attitudine differente. Nei suoi tweet coinvolge spesso i compagni di squadra, conversando sia in inglese che in olandese. Uomo squadra. Gregario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/VincenzoNibali" target="_blank">Vincenzo Nibali</a></p>
<p>Lo Squalo dello stretto vanta una fan base molto solida e partecipativa ed il messinese dell’<a href="https://twitter.com/AstanaTeam" target="_blank">Astana</a> non si nega ai propri tifosi, soprannominati CanNibali. Risponde a domande tecniche sulla propria bici, fa auguri di compleanno e soprattutto interagisce con altre personalità siciliane come il duo comico Ficarra&amp;Picone ed il campione di MotoCross Toni Cairoli. Più veloce di tutti. Sprinter.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/maurosanta84" target="_blank">Mauro Santambrogio</a></p>
<p>Il corridore lombardo della Vini Fantini è uno degli outsider più quotati di questo Giro. Ed è sicuramente una sorpresa anche su Twitter; pochi follower ma twitta ogni giorno con compagni di squadra, con la famiglia e con giornalisti del settore parlando delle sue gare. Molto costante. Passista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/MicheleScarponi" target="_blank">Michele Scarponi</a></p>
<p>Il profilo del marchigiano della <a href="https://twitter.com/teamlampre" target="_blank">Lampre</a> offre uno spaccato molto intimo della sua vita, con la moglie e i gemelli di 8 mesi sempre presenti nella sua timeline e nelle foto, mentre non parla molto delle sue gare. Twitter serve anche per staccare un po’ dalla routine e per cercare di rimanere in contatto con i propri cari per questi atleti che trascorrono mesi lontani da casa. A ruota libera. Scattista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/ryder_hesjedal" target="_blank">Ryder Hesjedal</a></p>
<p>Il canadese della <a href="https://twitter.com/Ride_Argyle" target="_blank">Garmin</a> è il vincitore della scorsa edizione del Giro, il che ha contribuito ad incrementare la sua popolarità, specialmente in una nazione con poca tradizione ciclistica. Poca o quasi nulla interazione con i numerosi follower, dai suoi tweet si vede quanto impegno mette negli allenamenti e nelle gare utilizzando hashtag che riassumono il suo stato d’animo. Concentrato ed in solitaria. Cronoman.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/cabg1989" target="_blank">Carlos Betancur</a></p>
<p>Segnatevi questo nome. Il giovane colombiano della <a href="https://twitter.com/AG2RLAMONDIALEc" target="_blank">AG2R</a> ha aperto il proprio profilo da pochi mesi con 12 tweet (solo in spagnolo) senza peli sulla lingua. Può regalarci delle sorprese sia su Twitter che durante il Giro. Stacca tutti all’ultimo chilometro. Finisseur.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/kiserlovski" target="_blank">Robert Kiserlovski</a></p>
<p>Solo 3 tweet per il croato della <a href="https://twitter.com/rslt" target="_blank">RadioShack-Leopard</a>. Vedendo l’immagine istituzionale del profilo, sembra quasi che sia stato consigliato dalla propria squadra, una delle prime ad essere attive nei social, ad aprire un profilo Twitter. Troppo poco per giudicare. NeoPro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei grandi Giri, come la corsa Rosa, ogni squadra schiera 9 corridori. A questo ipotetico “dream team” manca appunto il nono, ovvero il favorito numero 1 della vigilia: Sir Bradley Wiggins. Il britannico non ha un account ufficiale ma dobbiamo evidenziare che la propria squadra, Sky, sia il team con il maggior numero di follower (164.980) e l’unico ad averlo in due lingue (inglese e <a href="https://twitter.com/TeamSkyItalia" target="_blank">italiano</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il giornalismo social secondo TheGoodOnes</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 16:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Brida</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il modo di raccontare una notizia è in continua evoluzione: il giornalismo sta assumendo una forma più diretta. Merito dei social network e TheGoodOnes lo sta già mettendo in pratica. &#160; &#160; Il mondo dell’informazione è in costante mutazione, il web ha rivoluzionato le abitudini planetarie e il modo di raccontare una notizia è forzatamente<a href="http://thegoodones.eu/blog/il-giornalismo-social-secondo-thegoodones" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il modo di raccontare una notizia è in continua evoluzione: il giornalismo sta assumendo una forma più diretta. Merito dei social network e TheGoodOnes lo sta già mettendo in pratica.<span id="more-2730"></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/TheGoodOnes.srl"><img class="aligncenter  wp-image-2733" title="giornalismo-sociale-social-television-thegoodones-social-marketing" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/04/giornalismo-sociale-social-television-thegoodones-social-marketing-638x638.jpg" alt="" width="574" height="574" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mondo dell’informazione è in costante mutazione, il web ha rivoluzionato le abitudini planetarie e il modo di raccontare una notizia è forzatamente cambiato. Ci sono delle basi giornalistiche immutate nonostante il progresso: l’acquisire un fatto e tramutarlo in un’informazione da condividere all’utenza ha sempre i soliti step: la notizia se non giunta direttamente, deve essere confermata da almeno tre fonti e la stesura di un articolo, che sia una breking news oppure un servizio più strutturato, deve soddisfare la famosa regola delle 5 W (Who, What, When, Where e Why).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che sta cambiando è il modo di raccontare e diffondere tali notizie: fino a poco tempo fa i quotidiani erano già considerati superati; con l’avvento dei canali all news, la propagazione dei fatti avveniva in maniera più veloce e diretta, mentre la carta stampata si occupava principalmente di approfondimenti che in televisione sarebbero stati impossibili da sviluppare in breve tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l’avvento del web i quotidiani sono senza dubbio tornati competitivi: le versioni digitali hanno colmato il ritardo rispetto alla tv, ma è cambiato soprattutto il modo di condividere e discutere le notizie da parte dei consumatori. In pochi anni il web è cambiato: prima i forum erano la piazza digitale di una community, ma nel corso degli ultimi anni le frasi, le nozioni si sono accorciate in un post oppure in un tweet. Pochi caratteri, incisivi, capaci di sviluppare le 5 W e di diffondere la notizia superando tutti i confini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se è cambiato il modo di raccontare una notizia, è ovviamente cambiato anche il mestiere del giornalista. TheGoodOnes ha intrapreso questa avventura: accompagnare un brand nel mondo dei social, creare un progetto e in alcuni casi trasformare una semplice pagina di Facebook, in una piattaforma dove vengono offerti spunti giornalistici alla community. Ne è un esempio il lavoro che stiamo svolgendo per Sky e in modo particolare per la pagina di Sky Sport F1 HD che in pochi mesi è divenuta una piazza capace di ospitare esperti e appassionati di Formula 1, capaci di dialogare ed interagire partendo proprio da una notizia giornalistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quando ho iniziato questa nuova avventura dentro il web, ne ho compreso con maggior efficacia gli aspetti, evidenziati maggiormente dai social network: quando in tv  si racconta una notizia, oppure quando si scrive un pezzo per un quotidiano, non si può avere il contatto diretto con l’utenza per comprendere l’efficacia immediata del proprio lavoro. Nel mondo social invece è tutto più diretto e coinvolgente: il giornalista dirama una news, la arricchisce con la sua competenza e con la sua capacità di sintesi e dopo pochi istanti si trova coinvolto e travolto da una community che vuol far parte di quella stessa notizia con commenti, opinioni, critiche oppure complimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il web e il social hanno la capacità di unire e di azzerare quella distanza tra giornalista e utenza. Con TheGoodOnes in questi ultimi mesi siamo riusciti a sperimentare un certo appagamento che un giornalista dovrebbe sempre provare: diramiamo la notizia e il feedback è istantaneo. Gli utenti commentano, alcuni criticano e in alcuni casi riceviamo dati, nozioni che ignoravamo: una notizia, la nostra notizia, diviene dunque la notizia della community, che si arricchisce di commenti, di aggiunte raggiungendo sempre più utenti. Questo è uno dei tanti lavori di TheGoodOnes, prendere in mano il lato giornalistico di un brand o di un’emittente e renderlo condivisibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Siamo solo all’inizio, siamo dei pionieri alla ricerca del modo migliore per descrivere un fatto, ma ormai è chiaro che è questa la strada da intraprendere. Quotidiani e tv restano utili mezzi di approfondimento imprescindibili che in futuro racconteranno fatti e notizie nate e create direttamente dalla rete social: una community che non subisce gli avvenimenti, ma ne diventa parte attiva anche con un semplice “like”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ehiweb: &#8220;Tre anni sui social con TheGoodOnes e nessun ripensamento&#8221;</title>
		<link>http://thegoodones.eu/blog/ehiweb-tre-anni-sui-social-con-thegoodones-e-nessun-ripensamento</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 18:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marozzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Scegliere dei partner aziendali non è semplice, ma ancor meno semplice è mantenerli. Il rapporto di lavoro va curato, è una relazione che si deve stringere ogni giorno, fatta di fedeltà e fiducia reciproca, di continuo confronto e scambio. &#160; &#160; &#8230; Sentirsi chiamare “cliente storico” dai  TheGoodOnes, non è mica male  E ancor più bello<a href="http://thegoodones.eu/blog/ehiweb-tre-anni-sui-social-con-thegoodones-e-nessun-ripensamento" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scegliere dei partner aziendali non è semplice, ma ancor meno semplice è mantenerli. <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il rapporto di lavoro va curato, è una relazione che si deve stringere ogni giorno, fatta di fedeltà e fiducia reciproca, di continuo confronto e scambio.<span id="more-2719"></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><!--more--></span></p>
<p><a href="http://blog.ehiweb.it/2013/04/14/ehiweb-tre-anni-sui-social-con-thegoodones-e-nessun-ripensamento/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2721" title="thegoodones-ehiweb-social-marketing" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/04/thegoodones-ehiweb-social-marketing.jpg" alt="" width="600" height="448" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8230; Sentirsi chiamare “cliente storico” dai  TheGoodOnes, non è mica male <img src="http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?m=1129645325g" alt=":)" /></p>
<p>E ancor più bello è avere dei partner storici, che ti conoscono bene, sanno chi sei e che cosa vuoi, senza che tu nemmeno glielo chieda!</p>
<p>Ma sapete qual è la conquista più grande? Che il successo di Ehiweb diventa il successo di TheGoodOnes e il successo di TheGoodOnes diventa quello di Ehiweb… e non c’è vittoria migliore di quella condivisa. Siete d’accordo con noi? <img src="http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?m=1129645325g" alt=":)" /></p>
<p><a href="http://blog.ehiweb.it/2013/04/14/ehiweb-tre-anni-sui-social-con-thegoodones-e-nessun-ripensamento/">Leggi il post di Ehiweb&#8230;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mirabilandia. Turismo, intrattenimento e condivisione sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 17:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marozzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mirabilandia il parco divertimenti più grande d’Italia, ha avviato con TheGoodOnes un programma di social media marketing e digital pr per raggiungere e fidelizzare i visitatori che già numerosi condividono in tutti i social network il loro entusiasmo. &#160; &#160; In un scenario di progressiva convergenza tra turismo, intrattenimento e tecnologia, i social media giocano<a href="http://thegoodones.eu/blog/mirabilandia-turismo-intrattenimento-e-condivisione-sociale" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mirabilandia.it/">Mirabilandia</a> il parco divertimenti più grande d’Italia, ha avviato con TheGoodOnes un programma di social media marketing e digital pr per raggiungere e fidelizzare i visitatori che già numerosi condividono in tutti i social network il loro entusiasmo.<span id="more-2703"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/mirabilandia"><img class="aligncenter size-large wp-image-2705" title="Mirabilandia-TheGoodOnes-social-marketing-tourism-entertainement" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/04/Mirabilandia-TheGoodOnes-social-marketing-tourism-entertainement-638x638.jpg" alt="" width="638" height="638" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un scenario di progressiva convergenza tra turismo, intrattenimento e tecnologia, i social media giocano un ruolo chiave nell’esperienza del visitatore che ha voglia e piacere di condividere con amici e famigliari quei momenti intensi di azione, avventura e divertimento che Mirabilandia è capace di offrire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo visitato il parco poco prima dell’apertura di stagione e siamo rimasti colpiti soprattutto dalle montagne russe: il potente Katun, iSpeed e la sua accelerazione da F1 e Divertical il water coaster più alto del mondo. Ma il divertimento tra coaster, giochi e spettacoli sembra infinito e si espande per una superficie di più di 1 milione di metri quadri. La nostra strategia punta a dare valore a questa esperienza, online e offline, favorendo la condivisione di storie, raccomandazioni e ispirazioni che oggi contano più di ogni altra forma di promozione turistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli obiettivi sono quelli di accrescere la visibilità del Parco e sostenere l’offerta, innanzitutto sviluppando una forte identità di brand negli spazi sociali ma soprattutto favorendo il modo di relazionarsi tra e con gli utenti attivi nei social network.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una comunicazione più interattiva per <a href="http://www.mirabilandia.it/">Mirabilandia</a> che si allarga su <a href="https://www.facebook.com/mirabilandia">Facebook</a>, <a href="https://plus.google.com/103551234439328319897/posts">G+</a> e <a href="https://twitter.com/Mirabilandia">Twitter</a>, mentre <a href="http://www.youtube.com/user/divertimondo">Youtube</a>  e altri social network “visuali” permettono alle persone di conoscere i Parchi attraverso gli occhi degli altri visitatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Power Of Speech!</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marozzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Principle N.20 of “Manual of The Young Social Media Manager”: The Social Media Manager knows about the power of speech. He seldom talks about his plans in order not to waste the energy required to act. &#160; &#160; Read more about the challenges Social Media Managers are faced with, solutions and paradoxes they encounter when they pursue a dialogue,<a href="http://thegoodones.eu/blog/the-power-of-speech" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Principle N.20 of “<a href="http://bit.ly/ZXAwFa">Manual of The Young Social Media Manager</a>”:</p>
<p><span id="more-2692"></span></p>
<p>The Social Media Manager knows about the power of speech. He seldom talks about his plans in order not to waste the energy required to act.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://issuu.com/thegoodones/docs/manual-of-the-young-social-media-manager-thegoodon?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml&amp;showFlipBtn=true"><img class="aligncenter size-full wp-image-2693" title="thegoodones-social-marketing-manual-of-the-young-social-media-manager-socialtv-socialcrm" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/03/thegoodones-social-marketing-manual-of-the-young-social-media-manager-socialtv-socialcrm.jpeg" alt="" width="600" height="600" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Read more about the challenges Social Media Managers are faced with, solutions and paradoxes they encounter when they pursue a dialogue, when they want to protect and disseminate the creativity of the word on the Net.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Teenager. Influenzatori oggi, clienti domani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 17:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marozzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partiamo dall&#8217;esperienza che TheGoodOnes ha maturato con la social television per comprendere come i teenager sono attivi nei social network. Non solo, da qui possiamo evolvere i nostri modelli di comunicazione per progettare campagne capaci di coinvolgere utenti sempre più in mobilità. &#160;   Mentre guardano un programma televisivo, i più giovani commentano su Twitter,<a href="http://thegoodones.eu/blog/teenager-influenzatori-oggi-clienti-domani" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo dall&#8217;esperienza che TheGoodOnes ha maturato con la social television per comprendere come i teenager sono attivi nei social network. Non solo, da qui possiamo evolvere i nostri modelli di comunicazione per progettare campagne capaci di coinvolgere utenti sempre più in mobilità.<span id="more-2670"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/TheGoodOnes.srl"><img class="aligncenter size-large wp-image-2682" title="teenager-thegoodones-social-television-social-marketing" src="http://thegoodones.eu/wp-content/uploads/2013/03/teenager-thegoodones-social-television-social-marketing2-638x638.jpg" alt="" width="638" height="638" /></a></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> </span></p>
<p>Mentre guardano un programma televisivo, i più giovani commentano su Twitter, postano su Facebook, scattano con Instagram… Generazione multischermo, sono naturalmente più predisposti a interagire con i contenuti televisivi attraverso i social media: guardano uno show televisivo grazie al passaparola in rete, si divertono di più commentando lo show tv con gli altri utenti e aggregandosi attorno agli hashtag.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mobilità e multi piattaforma in un singolo momento, si tratta di un dialogo real-time; occorre comprendere quel momento, comprendere le motivazioni, fare la domanda giusta al momento giusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si tratta più di proporre il brand tout-court. Il brand deve essere capace di aggregare, amplificare le passioni e gli interessi specifici dei teen. Occorre creare contenuti capaci di mettere in contatto brand, prodotto e utenti attraverso modalità visuali e narrative fruibili su piattaforme diverse e a tempo reale. Oltre l’impatto visuale, è il potenziale di libera re-interpretazione che costituisce il fattore di un’interazione prolungata e di condivisione virale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saper ascoltare cosa i teen vogliono e come interagiscono è fondamentale, occorre raccogliere le risposte e i feedback per le successive elaborazioni creative. Ma non solo il dialogo che si sviluppa apertamente sui social network, amplifica opinioni e pensieri, raccoglie comportamenti e preferenze, comprende esigenze e desideri. Un dialogo che sconfina tra marketing e servizio al consumatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I teen oggi vostri influenzatori, domani vostri clienti, ed è anche su questo punto che si costruisce il social care di TheGoodOnes.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Close-Up Challenge</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 14:03:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa social SkySportF1HD, firmata TheGoodOnes]]></description>
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